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I TRE MOMENTI DELL'ANALITICO SITUATO PER INTENZIONE

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  Una nuova prospettiva epistemologica sulla conoscenza, sull'intenzionalità e sulla generazione di possibilità nel processo di allenamento Oltre la contrapposizione tra gioco e analitico Nel dibattito sulla metodologia dell'allenamento, il rapporto tra gioco e analitico è stato spesso interpretato attraverso una contrapposizione. Da una parte il gioco, inteso come espressione della complessità, della globalità e dell'imprevedibilità delle situazioni reali; dall'altra l'analitico, frequentemente associato alla scomposizione del gesto, all'isolamento delle componenti tecniche e alla ripetizione di comportamenti prestabiliti. Questa contrapposizione ha condizionato profondamente il modo di concepire l'insegnamento e l'allenamento. Ha alimentato la convinzione che scegliere una metodologia significhi, in qualche misura, prendere posizione a favore del gioco oppure a favore dell'analitico. Ma è davvero questa la questione centrale? La proposta dell'*...

LA QUARTA FORMA DELL’’ANALITICO SITUATO: PER INTENZIONE. UNA POSTURA GENERATIVA, MAIEUTICA E COEVOLUTIVA

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Fino a qualche tempo fa ci siamo soffermati prevalentemente sull’analitico situato nel, dal e dopo il gioco. Da ora svilupperemo anche la quarta modalità, quella per il gioco, che abbiamo definito per intenzione. Le quattro modalità individuano altrettante prospettive attraverso le quali l’allenatore può entrare in relazione con il gioco, comprenderlo, attribuirgli significato e orientare consapevolmente la propria azione professionale: - Analitico situato per immersione (nel gioco): entrare nella complessità dell’esperienza, riconoscendo le dinamiche, le relazioni, i vincoli e le opportunità che caratterizzano il gioco mentre accade. - Analitico situato per emersione (dal gioco): far emergere significati, regolarità, problemi, comportamenti e possibilità di apprendimento attraverso l’esperienza concreta, senza separarli artificialmente dal contesto che li ha generati. - Analitico situato per riflessione (dopo il gioco): tornare sull’esperienza per interpretarla, interrogare le proprie...

EPISTEMOLOGIA DELL'ANALITICO SITUATO, UNO DEI PILASTRI DEL PARADIGMA FENOMENOLOGICO-ENATTIVO DELLA GIOCOLOGIA

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Per Immersione, per emersione, per riflessione, per intenzione Dal gioco alla comprensione della persona, dalla comprensione all’intervento tecnico e motorio dell’allenatore  1. Da dove guardiamo il gioco? E chi stiamo osservando? Che cosa significa analizzare il gioco? E, soprattutto, che cosa significa analizzare una persona mentre gioca? Sono domande che riguardano non soltanto il modo in cui osserviamo e interpretiamo il fenomeno, ma anche il modo in cui pensiamo l’apprendimento, il movimento, la relazione e l’intervento educativo e sportivo. Il gioco non è mai soltanto un’attività che si svolge davanti a qualcuno. È un’esperienza nella quale una persona è coinvolta con il proprio corpo, la propria storia, le proprie emozioni, le proprie capacità, i propri desideri, le proprie rappresentazioni e il proprio modo di stare in relazione con gli altri e con il mondo. Per questa ragione, analizzare il gioco significa interrogarsi non soltanto su ciò che il gioco è, su come funziona e...

LA COMPLESSITÀ DEL GIOCO E DEL GIOCATORE

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  Dalla conoscenza riduzionista alla comprensione fenomenologico-enattiva della realtà calcistica Le strade della complessità e il loro significato nel paradigma della GIOCOLOGIA C'è un passaggio epistemologico che ritengo indispensabile per comprendere il calcio e, più in generale, qualsiasi fenomeno umano che si sviluppi attraverso l'azione e la relazione: abbandonare progressivamente l'idea che la conoscenza di un fenomeno possa derivare dalla scomposizione della realtà nelle sue parti costitutive. È il passaggio da una concezione riduzionista, di matrice prevalentemente moderna, a una prospettiva capace di riconoscere l'incertezza, il disordine, la contraddizione, il paradosso e la differenza non come ostacoli alla conoscenza, ma come condizioni attraverso le quali la conoscenza stessa può svilupparsi. È qui che il pensiero della complessità, da Edgar Morin a Giovanni Parisi, incontra una possibilità di interpretazione particolarmente feconda nella prospettiva fenom...