Post

UNITÀ DI APPRENDIMENTO Dalla giocazione alla competenza, per ritornare più competenti nella giocazione

Immagine
  Premessa metodologica Questa unità di apprendimento si fonda sull'apprendimento situato del paradigmafenomenologico-enattivo della Giocologia: il giocatore sviluppa competenze attraverso l'interazione continua con il proprio ambiente di gioco, con i compagni, con gli avversari e con le possibilità d'azione offerte dalla situazione. Il punto di partenza non è un gesto tecnico da insegnare e successivamente trasferire al gioco, ma un problema che emerge dalla giocazione e che diventa il motore del percorso di apprendimento. Il bambino incontra inizialmente il problema nella sua complessità, esplora possibili soluzioni attraverso una giocazione modificata, focalizza alcune competenze specifiche in un contesto più circoscritto e ritorna infine al gioco globale, dove può riorganizzare e verificare ciò che ha appreso. Il percorso si articola in quattro fasi: Giocazione reale → Giocazione   facilitata → Analitico situato → Ritorno alla Giocazione reale Il princip...

IL GIOCO DEL CALCIO COME AMBIENTE DI APPRENDIMENTO SITUATO

Immagine
Dalla trasmissione delle conoscenze all'esperienza vissuta: educare, apprendere e diventare giocatori competenti C'è una domanda che dovremmo porci ogni volta che progettiamo un'esperienza di apprendimento nel calcio: dove e come impara realmente un giocatore a giocare? Impara quando gli spieghiamo come eseguire un passaggio? Quando gli proponiamo una sequenza prestabilita di gesti tecnici? Quando ripete un movimento fino a raggiungere una presunta perfezione esecutiva? Oppure quando si trova dentro una situazione di gioco, deve riconoscere ciò che accade, entrare in relazione con compagni e avversari, interpretare possibilità, assumere decisioni e agire? La risposta, per quanto possa sembrare scontata, ha conseguenze pedagogiche enormi. Per comprenderle dobbiamo partire dal concetto di apprendimento situato, per poi attraversare le acquisizioni della neuroeducazione e arrivare a una riflessione sul paradigma fenomenologico-enattivo della GIOCOLOGIA. 1\. L'apprendimento...

DAL CAMPO AL CORTILE RITORNANDO AL CAMPO TRANSITANDO PER L’ANALITICO SITUATO

Immagine
UNITÀ DI APPRENDIMENTO DAL CAMPO AL CORTILE E RITORNO AL CAMPO, TRANSITANDO PER L’ANALITICO SITUATO Categoria: Esordienti U13 – Under 13 Formato di riferimento: 9c9 (8 giocatori di movimento + portiere per squadra) Adattabilità: 11c11 Durata complessiva: 90 minuti circa Principio di gioco: Giocare tra le linee per attaccare la profondità. 1.       IDEA DI FONDO L’ampiezza non serve semplicemente per occupare le corsie esterne, ma per creare, liberare e sfruttare gli spazi interni e tra le linee. La squadra deve imparare a riconoscere quando utilizzare una soluzione interna per raggiungere la profondità, quando sfruttare l’ampiezza per liberare una linea di passaggio e quando attaccare direttamente lo spazio disponibile. Il collegamento ricercato è quello tra gioco interno, uscita esterna e attacco della profondità: dentro-fuori-dentro, senza trasformarlo in una sequenza obbligatoria. L’obiettivo non è insegnare meccanicamente il passaggio...

DAL CORTILE AL CAMPO E RITORNO AL CORTILE

Immagine
  UNITÀ DI APPRENDIMENTO Paradigma fenomenologico-enattivo della GIOCOLOGIA **Categoria:** U13/U14, adattabile a Esordienti evoluti e Pulcini 3° anno **Numero:** 24 giocatori (20 giocatori di movimento + 4 portieri) **Durata:** 90 minuti **Spazio:** un campo regolamentare **Materiale:** palloni, casacche rosse e blu, quattro porte regolamentari o grandi, porticine e delimitatori.  1. IDEA GENERATIVA L’Unità di Apprendimento riproduce una storia circolare. Si parte dal **cortile**, uno spazio piccolo, denso e relazionale, nel quale i giocatori devono imparare a riconoscere i compagni, trovare linee di passaggio, conservare la palla e utilizzare il portiere come possibile sostegno. Si passa al **campo grande**, uno spazio più ampio e complesso, nel quale le soluzioni esplorate nel piccolo devono essere riorganizzate in relazione a distanze, tempi, avversari e spazi differenti. Infine, si ritorna al **cortile**, per osservare quali possibilità d’azione siano rimaste, quali siano ...

SIAMO RITORNATI NEL CORTILE

Immagine
  UNITÀ DI APPRENDIMENTO LA CIRCOLAZIONE DELLA PALLA E LA RICONOSCIBILITÀ DEL TERZO UOMO TRAGUARDI ATTESI   Uscire dalla pressione per trovare il compagno libero, vicino o lontano.  Conservare per attirare, giocare dentro per giocare fuori, liberare lo spazio per avanzare attraverso la progettazione di giocazioni che favoriscano la percezione, l’esplorazione, la decisione e l’emergere di condotte funzionali. Struttura didattica:cinque fasi ricorsive, con variazione dei vincoli e progressiva trasformazione del contesto. Durata indicativa: 70 minuti, esclusi i tempi iniziali di accoglienza e quelli necessari per le transizioni tra le attività. Destinatari: giovani giocatori della scuola calcio, con adattamenti in base all’età, all’esperienza e al livello di sviluppo.  1. PREMESSA PEDAGOGICA Nel gioco del calcio, la disponibilità della palla non rappresenta un fine isolato, ma uno strumento attraverso il quale i giocatori modificano le relazioni con gli avversari,...