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IL PESO DEI MINUTI CHE NON SI VEDONO

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  In questi giorni sto ricevendo numerosi messaggi da diverse parti d’Italia. Allenatori di prime squadre, della scuola calcio e del settore agonistico. Esperienze differenti, contesti diversi, ma un elemento che ritorna con insistenza: chi ha iniziato a sperimentare il paradigma fenomenologico-enattivo della Giocologia racconta di aver visto qualcosa cambiare. C’è chi mi parla di bambini che non vorrebbero mai smettere di giocare, chi di ragazzi che iniziano a guardare prima di ricevere, chi di squadre che riescono a conservare la disponibilità della palla senza aver trascorso la seduta in fila davanti ai coni. Non significa che tutto accada per magia, né che basti cambiare un esercizio per trasformare una squadra. Significa, però, che quando si modifica il modo in cui si concepisce l’allenamento, cambiano anche le possibilità che vengono offerte ai giocatori. E proprio questi messaggi mi hanno portato a fare un conto. Un conto semplice, quasi banale, che tuttavia nasconde...

L' AORISTO, OVVERO TUTTO RICONDOTTO AL GIOCO DEL CALCIO. ANCHE LA CORREZIONE DI UNA VERSIONE DAL GRECO

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  Ieri ero presente quando mia figlia correggeva una versione dal greco all’italiano. Lei insegna al liceo. Aveva davanti una pila di compiti di seconda, quelli che sembrano non finire mai, con le traduzioni, le cancellature, le incertezze e le parole che non vogliono saperne di stare al loro posto. A un certo punto si è fermata su un verbo. Un ragazzo aveva tradotto un aoristo con un passato prossimo italiano: «ha fatto». Mia figlia ha preso la penna rossa, ma poi non ha corretto. È rimasta qualche secondo con la punta sospesa sul foglio. Poi ha detto: «Non è sbagliato, ma non è proprio giusto. L’aoristo non è semplicemente un passato». Da lì è partita una discussione in cucina che, a un certo punto, non c’entrava più nulla con la scuola. O forse c’entrava con tutto. Perché l’aoristo greco, da *aóristos*, significa ciò che non è definito, delimitato, circoscritto. Nella grammatica greca è soprattutto una forma aspettuale: presenta l’evento nella sua globalità, senza soffermarsi s...

UNITÀ DI APPRENDIMENTO Dalla giocazione alla competenza, per ritornare più competenti nella giocazione

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  Premessa metodologica Questa unità di apprendimento si fonda sull'apprendimento situato del paradigmafenomenologico-enattivo della Giocologia: il giocatore sviluppa competenze attraverso l'interazione continua con il proprio ambiente di gioco, con i compagni, con gli avversari e con le possibilità d'azione offerte dalla situazione. Il punto di partenza non è un gesto tecnico da insegnare e successivamente trasferire al gioco, ma un problema che emerge dalla giocazione e che diventa il motore del percorso di apprendimento. Il bambino incontra inizialmente il problema nella sua complessità, esplora possibili soluzioni attraverso una giocazione modificata, focalizza alcune competenze specifiche in un contesto più circoscritto e ritorna infine al gioco globale, dove può riorganizzare e verificare ciò che ha appreso. Il percorso si articola in quattro fasi: Giocazione reale → Giocazione   facilitata → Analitico situato → Ritorno alla Giocazione reale Il princip...

IL GIOCO DEL CALCIO COME AMBIENTE DI APPRENDIMENTO SITUATO

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Dalla trasmissione delle conoscenze all'esperienza vissuta: educare, apprendere e diventare giocatori competenti C'è una domanda che dovremmo porci ogni volta che progettiamo un'esperienza di apprendimento nel calcio: dove e come impara realmente un giocatore a giocare? Impara quando gli spieghiamo come eseguire un passaggio? Quando gli proponiamo una sequenza prestabilita di gesti tecnici? Quando ripete un movimento fino a raggiungere una presunta perfezione esecutiva? Oppure quando si trova dentro una situazione di gioco, deve riconoscere ciò che accade, entrare in relazione con compagni e avversari, interpretare possibilità, assumere decisioni e agire? La risposta, per quanto possa sembrare scontata, ha conseguenze pedagogiche enormi. Per comprenderle dobbiamo partire dal concetto di apprendimento situato, per poi attraversare le acquisizioni della neuroeducazione e arrivare a una riflessione sul paradigma fenomenologico-enattivo della GIOCOLOGIA. 1\. L'apprendimento...

DAL CAMPO AL CORTILE RITORNANDO AL CAMPO TRANSITANDO PER L’ANALITICO SITUATO

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UNITÀ DI APPRENDIMENTO DAL CAMPO AL CORTILE E RITORNO AL CAMPO, TRANSITANDO PER L’ANALITICO SITUATO Categoria: Esordienti U13 – Under 13 Formato di riferimento: 9c9 (8 giocatori di movimento + portiere per squadra) Adattabilità: 11c11 Durata complessiva: 90 minuti circa Principio di gioco: Giocare tra le linee per attaccare la profondità. 1.       IDEA DI FONDO L’ampiezza non serve semplicemente per occupare le corsie esterne, ma per creare, liberare e sfruttare gli spazi interni e tra le linee. La squadra deve imparare a riconoscere quando utilizzare una soluzione interna per raggiungere la profondità, quando sfruttare l’ampiezza per liberare una linea di passaggio e quando attaccare direttamente lo spazio disponibile. Il collegamento ricercato è quello tra gioco interno, uscita esterna e attacco della profondità: dentro-fuori-dentro, senza trasformarlo in una sequenza obbligatoria. L’obiettivo non è insegnare meccanicamente il passaggio...