«C’est à moi»: l’allenatore-Re Sole e la Giocrazia Il potere di governare il gioco, la pretesa di possederlo.
«L’État, c’est moi». Lo Stato sono io. La frase, tradizionalmente attribuita a Luigi XIV, il Re Sole, è diventata il simbolo di una concezione assolutistica del potere: lo Stato non è un’entità distinta dal sovrano, ma si identifica con la sua persona. La sua volontà non è semplicemente una delle forze che determinano l’ordine politico. È il principio al quale quell’ordine deve ricondursi. Il sovrano non esercita soltanto il potere sullo Stato. Pretende di coincidere con lo Stato. Trasportata nel calcio, questa concezione assume una forma altrettanto significativa: «Le jeu, c’est moi». Il gioco sono io. È qui che prende forma la Giocrazia. Non nella semplice ambizione di dirigere una squadra, né nella legittima esigenza di organizzare il lavoro collettivo. La Giocrazia nasce quando l’allenatore pretende di esercitare il potere sul gioco, rivendicando per sé la facoltà di determinarne il significato, le possibilità, le regole interpretative e le modalità di espressio...