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APPRENDIMENTO NON LINEARE NEI GIOCHI DI INVASIONE E ALCUNE DELLE NUMEROSE EVIDENZE SCIENTIFICHE

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Davids, K., Button, C., & Bennett, S. (2008). Dynamics of skill acquisition: A constraints-led approach. • Cosa dimostra: Questo testo e le ricerche correlate dimostrano che l'atleta e la squadra sono sistemi adattivi complessi. L'apprendimento motorio non avviene per memorizzazione di schemi fissi (modello cognitivista/tradizionale), ma emerge dall'interazione continua tra i vincoli del giocatore (individual), dell'ambiente (environmental) e del compito di gioco (task), come lo spazio e il tempo. • Duarte, R., Araújo, D., Correia, V., & Davids, K. (2012). Sports teams as complex adaptive systems: a review of socio-dynamical analyses of team sports. • Cosa dimostra: Lo studio analizza il calcio attraverso i principi della sincronizzazione e della coordinazione interpersonale. Dimostra che i giocatori co-adattano costantemente le loro posizioni in base alle affordance (opportunità di azione offerte dall'ambiente), muovendosi fluidamente per gestire l'ince...

PRIMA FORMAZIONE: NON RUOLI PER APPLICARE IL GIOCO, MA FUNZIONI COOPETITIVE PER FAR EMERGERE IL GIOCO E TRASFORMARE IL GIOCATORE

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1. Il fraintendimento che blocca la Prima Formazione Da anni si pretende di insegnare il calcio partendo dalla fine. Si dice al bambino di 8 anni: tu sei terzino, tu sei punta, tu devi fare il 4-3-3. Gli chiedono di APPLICARE un gioco che non ha mai vissuto. È un errore pedagogico, prima ancora che tecnico. Il bambino non deve applicare il gioco. Deve farlo emergere. Il gioco non è un vestito da indossare, è un organismo da far nascere dall'interazione. E per farlo nascere non servono RUOLI, che sono contenitori statici, rigidi, astratti. Servono FUNZIONI COOPETITIVE, che sono azioni dinamiche, relazionali, situate. Il ruolo divide. La funzione unisce. Il ruolo dice DOVE stare. La funzione dice COSA fare CON e PER il compagno e in opposizione con l’avversario. Il ruolo è per il sistema dell'allenatore. La funzione è per il gioco dei bambini. Nella Giocologia, noi non formiamo piccoli ruolisti. Formiamo Giocattori che comprendono , interpretano e svolgono funzioni. 2. Il Princ...

ATTRAVERSO IL GIOCO: UNA QUESTIONE DI PAROLE O DI CULTURA DELL’ALLENAMENTO?

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  Accogliamo sempre con piacere quando si parla di gioco. Ogni volta che il gioco torna al centro del dibattito calcistico, riteniamo che ci sia una buona ragione per fermarsi, ascoltare e approfondire. Perché il gioco non è un dettaglio della formazione, non è un semplice contenitore di esercitazioni e non è una moda pedagogica da inseguire. È il cuore stesso del calcio, il luogo in cui il calciatore impara a vivere ciò che accade, a interpretare le situazioni, a prendere decisioni, a relazionarsi con gli altri e a trovare risposte ai problemi che il gioco continuamente gli pone. Proprio per questo, però, abbiamo una preoccupazione. Poiché nutriamo un grande rispetto per il gioco, non vorremmo che diventasse soltanto un modo molto sofisticato per lasciare le cose esattamente come stanno. Il nostro sospetto nasce da una formulazione che ricorre spesso nel linguaggio calcistico e pedagogico: allenare attraverso il gioco. A prima vista, sembra un’espressione condivisibile, ...

Oltre attaccare e difendere: una riflessione maieutica sul gioco nella prospettiva fenomenologico-enattiva della Giocologia

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  Come sempre, sentirsi telefonicamente con Francesco Quaranta è occasione per avviare riflessioni che, partendo da una domanda apparentemente semplice, finiscono per mettere in discussione alcune delle nostre convinzioni più radicate. Questa volta la domanda è stata: ma cosa significa difendere? Da lì, il confronto si è progressivamente allargato, portandoci a interrogarci non soltanto sul significato della difesa, ma anche su quello dell’attacco, del possesso e del non possesso della palla. In altre parole, ci siamo chiesti se le categorie attraverso cui siamo abituati a leggere il calcio siano davvero sufficienti per comprendere ciò che accade nel gioco. È un interrogativo che, nella prospettiva fenomenologico-enattiva della Giocologia e alla luce del principio della coopetizione, apre possibilità di riflessione interessanti. Non si tratta di trovare risposte definitive, né di sostituire un modello con un altro. Piuttosto, vorrei provare a condividere un percorso di pe...