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DAL CAMPO AL CORTILE RITORNANDO AL CAMPO TRANSITANDO PER L’ANALITICO SITUATO

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UNITÀ DI APPRENDIMENTO DAL CAMPO AL CORTILE E RITORNO AL CAMPO, TRANSITANDO PER L’ANALITICO SITUATO Categoria: Esordienti U13 – Under 13 Formato di riferimento: 9c9 (8 giocatori di movimento + portiere per squadra) Adattabilità: 11c11 Durata complessiva: 90 minuti circa Principio di gioco: Giocare tra le linee per attaccare la profondità. 1.       IDEA DI FONDO L’ampiezza non serve semplicemente per occupare le corsie esterne, ma per creare, liberare e sfruttare gli spazi interni e tra le linee. La squadra deve imparare a riconoscere quando utilizzare una soluzione interna per raggiungere la profondità, quando sfruttare l’ampiezza per liberare una linea di passaggio e quando attaccare direttamente lo spazio disponibile. Il collegamento ricercato è quello tra gioco interno, uscita esterna e attacco della profondità: dentro-fuori-dentro, senza trasformarlo in una sequenza obbligatoria. L’obiettivo non è insegnare meccanicamente il passaggio...

DAL CORTILE AL CAMPO E RITORNO AL CORTILE

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  UNITÀ DI APPRENDIMENTO Paradigma fenomenologico-enattivo della GIOCOLOGIA **Categoria:** U13/U14, adattabile a Esordienti evoluti e Pulcini 3° anno **Numero:** 24 giocatori (20 giocatori di movimento + 4 portieri) **Durata:** 90 minuti **Spazio:** un campo regolamentare **Materiale:** palloni, casacche rosse e blu, quattro porte regolamentari o grandi, porticine e delimitatori.  1. IDEA GENERATIVA L’Unità di Apprendimento riproduce una storia circolare. Si parte dal **cortile**, uno spazio piccolo, denso e relazionale, nel quale i giocatori devono imparare a riconoscere i compagni, trovare linee di passaggio, conservare la palla e utilizzare il portiere come possibile sostegno. Si passa al **campo grande**, uno spazio più ampio e complesso, nel quale le soluzioni esplorate nel piccolo devono essere riorganizzate in relazione a distanze, tempi, avversari e spazi differenti. Infine, si ritorna al **cortile**, per osservare quali possibilità d’azione siano rimaste, quali siano ...

SIAMO RITORNATI NEL CORTILE

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  UNITÀ DI APPRENDIMENTO LA CIRCOLAZIONE DELLA PALLA E LA RICONOSCIBILITÀ DEL TERZO UOMO TRAGUARDI ATTESI   Uscire dalla pressione per trovare il compagno libero, vicino o lontano.  Conservare per attirare, giocare dentro per giocare fuori, liberare lo spazio per avanzare attraverso la progettazione di giocazioni che favoriscano la percezione, l’esplorazione, la decisione e l’emergere di condotte funzionali. Struttura didattica:cinque fasi ricorsive, con variazione dei vincoli e progressiva trasformazione del contesto. Durata indicativa: 70 minuti, esclusi i tempi iniziali di accoglienza e quelli necessari per le transizioni tra le attività. Destinatari: giovani giocatori della scuola calcio, con adattamenti in base all’età, all’esperienza e al livello di sviluppo.  1. PREMESSA PEDAGOGICA Nel gioco del calcio, la disponibilità della palla non rappresenta un fine isolato, ma uno strumento attraverso il quale i giocatori modificano le relazioni con gli avversari,...

VI RACCONTO UNA STORIA VEROSIMILE

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Un bambino scende nel cortile con il pallone.  Non avendo compagnia si mette a giocare contro il muro.  Dopo cinque minuti scende un altro bambino e decidono di giocare al passaggio. Poi scende un terzo bambino.  Decidono che a turno uno fa il portiere e due si sfidano.  Arriva un quarto bambino.  Organizzano immediatamente un 2x2 con due miniporte.  All'improvviso scesero altri 4 bambini.  Felici giocarono a fare la partita fino a tarda sera.  Il giorno successivo si presenterano altri 4 bambini.  Considerato che lo spazio era insufficiente per giocare 6x6 organizzarono un mini torneo a 3 squadre.  E questo successe per tutta la settimana.  Dopodiché uno di loro lanciò la proposta di iscriversi alla scuola calcio del paese perché così avrebbero potuto partecipare al campionato.  E così fecero.  Il primo giorno di allenamento furono messi per un'ora davanti al muro.  Il secondo giorno a fare esercizi alla forca, il t...

SÌ, È VERO: OCCORRONO METODOLOGIA E METODO. MA, DOPO.

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  Dopo l'ontologia, l'epistemologia e la logica del gioco. Senza queste, nulla cambia. Ogni volta che si parla di formazione calcistica, prima o poi si arriva alla stessa domanda: quale metodologia dobbiamo adottare? Quale metodo dobbiamo utilizzare? Quali proposte dobbiamo organizzare per favorire l'apprendimento dei giocatori? Sono domande legittime. Anzi, necessarie. Ma c'è un problema: siamo sicuri di dover partire da qui? Personalmente, ritengo di no. Credo che una delle ragioni per cui, nel calcio, continuiamo a cambiare metodi senza riuscire a trasformare davvero il nostro modo di pensare la formazione risieda proprio in questo equivoco: cominciamo a discutere di *come fare* prima di esserci interrogati su *che cosa sia il gioco, come possiamo conoscerlo e quale logica lo caratterizzi*. In altre parole, partiamo dalle risposte senza esserci posti le domande fondamentali.  1. Prima l'ontologia: che cos'è il gioco? L'ontologia ci invita a interrogarci s...