IL PESO DEI MINUTI CHE NON SI VEDONO
In questi giorni sto ricevendo numerosi messaggi da diverse parti d’Italia. Allenatori di prime squadre, della scuola calcio e del settore agonistico. Esperienze differenti, contesti diversi, ma un elemento che ritorna con insistenza: chi ha iniziato a sperimentare il paradigma fenomenologico-enattivo della Giocologia racconta di aver visto qualcosa cambiare. C’è chi mi parla di bambini che non vorrebbero mai smettere di giocare, chi di ragazzi che iniziano a guardare prima di ricevere, chi di squadre che riescono a conservare la disponibilità della palla senza aver trascorso la seduta in fila davanti ai coni. Non significa che tutto accada per magia, né che basti cambiare un esercizio per trasformare una squadra. Significa, però, che quando si modifica il modo in cui si concepisce l’allenamento, cambiano anche le possibilità che vengono offerte ai giocatori. E proprio questi messaggi mi hanno portato a fare un conto. Un conto semplice, quasi banale, che tuttavia nasconde...