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«C’est à moi»: l’allenatore-Re Sole e la Giocrazia Il potere di governare il gioco, la pretesa di possederlo.

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  «L’État, c’est moi». Lo Stato sono io. La frase, tradizionalmente attribuita a Luigi XIV, il Re Sole, è diventata il simbolo di una concezione assolutistica del potere: lo Stato non è un’entità distinta dal sovrano, ma si identifica con la sua persona. La sua volontà non è semplicemente una delle forze che determinano l’ordine politico. È il principio al quale quell’ordine deve ricondursi. Il sovrano non esercita soltanto il potere sullo Stato. Pretende di coincidere con lo Stato. Trasportata nel calcio, questa concezione assume una forma altrettanto significativa: «Le jeu, c’est moi». Il gioco sono io. È qui che prende forma la Giocrazia. Non nella semplice ambizione di dirigere una squadra, né nella legittima esigenza di organizzare il lavoro collettivo. La Giocrazia nasce quando l’allenatore pretende di esercitare il potere sul gioco, rivendicando per sé la facoltà di determinarne il significato, le possibilità, le regole interpretative e le modalità di espressio...

OLTRE LE FASI DI GIOCO  LA COOPETIZIONE E LO SGUARDO DELLA GIOCOLOGIA SUI GIOCHI DI INVASIONE

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  Dalla Configurazione di gioco coopetitiva alla Giocazione: una prospettiva per comprendere la complessità del gioco  Premessa Il termine *coopetizione* non rappresenta una novità sul piano lessicale. Nato nell’ambito socioeconomico e diffusosi soprattutto negli anni Novanta grazie ai contributi di Adam M. Brandenburger e Barry J. Nalebuff, il concetto descrive una dinamica nella quale cooperazione e competizione possono convivere, consentendo anche a soggetti concorrenti di collaborare per generare vantaggi reciproci. La sua origine appartiene dunque al mondo dell’economia e delle strategie d’impresa, dove la relazione tra attori distinti può alternare rivalità e convergenza di interessi. Quando, tuttavia, il concetto viene assunto all’interno della Giocologia applicata al calcio, nell’elaborazione di Raffaele Di Pasquale, il suo significato si sposta su un piano differente. Non si tratta più soltanto di descrivere una collaborazione strategica tra soggetti in comp...

KRONOS, KAIROS E AION NEL PARADIGMA FENOMENOLOGICO-ENATTIVO DELLA GIOCOLOGIA

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Saper agire e interagire con il tempo nello spazio: l'emergenza del gioco nelle interazioni coopetitive Non c'è un allenatore che non parli di spazio e di tempo. Non c'è una conferenza stampa, una lezione tattica, un'analisi della prestazione o una discussione sul gioco nella quale queste due parole non facciano la loro comparsa. C'è chi sostiene che spazio e tempo siano il nome e cognome del calcio, la sua carta d'identità, l'essenza stessa di ogni comportamento individuale e collettivo sul campo. Ma è proprio così? Siamo sicuri che spazio e tempo appartengano al calcio come due proprietà che il gioco possiede, oppure dovremmo interrogarci più radicalmente sul modo in cui queste dimensioni prendono forma e acquistano significato attraverso le interazioni tra i giocatori? La domanda non è soltanto terminologica. È una questione epistemologica, perché riguarda il modo in cui conosciamo il gioco, il modo in cui lo descriviamo e le categorie attravers...