LA GIOCAZIONE E IL GIOCAT(T)ORE
Un pensiero che emerge giocando Non sono arrivato alla Giocazione partendo da una teoria. Ci sono arrivato, almeno per come la sento oggi, attraverso il tempo, attraverso il campo, attraverso le persone con cui ho lavorato e mi sono confrontato e soprattutto attraverso le domande che, a un certo punto, hanno cominciato a mettere in crisi alcune delle mie convinzioni. Per molto tempo ho pensato al gioco come a qualcosa che si potesse progettare, proporre, insegnare. Preparavo una situazione, stabilivo delle regole, definivo degli obiettivi e immaginavo che, se le condizioni erano corrette, il gioco sarebbe comparso. Oggi non lo penso più esattamente così. Non perché quelle condizioni non siano importanti. Anzi, lo sono moltissimo. Ma perché nel tempo mi sono accorto che c'era qualcosa che sfuggiva a quella lettura. Potevo preparare lo spazio, scegliere il numero dei giocatori, modificare le regole, inserire un vincolo, togliere una possibilità. Potevo osservare attentamente quello c...