Perché “configurazione di gioco coopetitiva” descrive meglio ciò che il gioco è, mentre “fasi di gioco” descrive soprattutto come noi decidiamo di segmentarlo.
La differenza è importante.
1. La fase tende a separare, la configurazione tende a mettere in relazione
Parlare di fase di possesso, fase di non possesso, transizione positiva, transizione negativa presuppone che il gioco possa essere suddiviso in momenti relativamente distinti.
Una lettura giocologica ed enattiva parte invece dall'idea che il gioco sia una configurazione continuamente emergente, nella quale due sistemi di intenzionalità interagiscono contemporaneamente.
Quando una squadra è in “fase di recupero”, infatti, l'altra non è semplicemente in una fase separata di “possesso”: entrambe stanno modificando continuamente la situazione.
La riconquista di A è contemporaneamente:
un'azione di A;
una perturbazione per B;
una trasformazione dello spazio disponibile;
una modifica delle possibilità d'azione di entrambi;
l'emergere di una nuova configurazione.
2. “Coopetitiva” perché cooperazione e opposizione coesistono
Il termine coopetitivo sposta i termini perché nel calcio i giocatori cooperano all'interno della propria squadra, ma questa cooperazione è continuamente vincolata e perturbata dalla cooperazione dell'avversario.
Quindi non abbiamo:
> Squadra A → fase di recupero → recupero → transizione
come se fossero compartimenti autonomi.
Abbiamo piuttosto:
> A ↔ B
interazione continua → trasformazione della configurazione → nuove possibilità d'azione.
Il gioco è quindi competitivo nella finalità, ma cooperativo nella costruzione delle azioni collettive.
3. Questo cambia anche il significato di “recupero”
Ed è qui che la tua distinzione BZ diventa particolarmente interessante.
Se considero il recupero come fase, rischio di trattarlo come una categoria temporale:
> “Dal momento X al momento Y siamo nella fase di recupero.”
Se lo considero dentro una configurazione coopetitiva, posso invece chiedermi:
> Quale configurazione relazionale ha reso possibile la riconquista?
Per esempio, una riconquista può emergere perché:
un avversario viene orientato verso una determinata zona;
una linea di passaggio viene chiusa;
un compagno modifica la propria posizione;
il portatore perde una possibilità d'azione;
la squadra modifica simultaneamente distanze e orientamenti.
Il “recupero” diventa quindi un processo emergente della configurazione, non semplicemente una fase cronologica.
4. E la transizione?
Qui farei una piccola precisazione rispetto al tuo testo iniziale.
Se adottiamo radicalmente una prospettiva enattiva, direi che la transizione non è necessariamente una “conseguenza” separata dalla configurazione precedente.
La riconquista modifica immediatamente le affordance del sistema.
Quindi:
configurazione A → perturbazione → riconquista → riconfigurazione
non necessariamente:
fase 1 → evento → fase 2.
La transizione può essere vista come processo di riconfigurazione del gioco, nel quale ciò che prima era possibilità dell'avversario diventa, almeno in parte, possibilità della propria squadra.
In sintesi
La parola “fase” è utile come strumento analitico, ma rischia di farci vedere il gioco come una successione di stati.
La configurazione coopetitiva, invece, ci invita a vedere il gioco come un sistema dinamico di relazioni, nel quale le azioni di una squadra modificano continuamente le possibilità d'azione dell'altra.
Per questo, in una prospettiva giocologica-enattiva, direi:
> Non giochiamo dentro fasi; giochiamo dentro configurazioni che continuamente si trasformano.
E il momento della riconquista è proprio uno di quei momenti in cui una configurazione coopetitiva si riconfigura.
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