DAI PROBLEMI EMERSI NELLA GARA ALLE SOLUZIONI
UDA – SMARCARSI, SUPERARE, FINALIZZARE
Dal problema di gara alla ricerca della soluzione
PREMESSA – ANALISI DELLA GARA
Problema emerso
Nella gara ufficiale, contro un avversario schierato con
blocco basso, la squadra ha evidenziato tre problematiche principali:
1.
Difficoltà nello smarcamento
- frequente ricerca
del pallone incontro;
- poca occupazione
degli spazi tra le linee;
- difficoltà ad
attaccare la profondità.
2.
Difficoltà nel superamento
dell’avversario
- pochi 1c1;
- tendenza a
scaricare il pallone anziché attaccare il difensore;
- difficoltà nel
riconoscere il momento favorevole per puntare l’uomo.
3.
Scarsa finalizzazione
- possesso
prolungato e sterile nella zona dei 20 metri;
- poche entrate in
area;
- pochi tiri nello
specchio;
- azioni che
terminano frequentemente con un passaggio indietro o un cross non efficace.
Domanda guida dell’UDA
«Come possiamo trasformare un possesso sterile contro una
difesa organizzata in un’azione efficace che porti alla conclusione?»
Obiettivo generale
Migliorare la capacità della squadra di riconoscere e
sfruttare gli spazi generati contro una difesa organizzata, attraverso:
smarcamento orientato → ricezione → 1c1 → attacco della
profondità → finalizzazione.
PRINCIPI DI GIOCO RICERCATI
Principi offensivi
- Ampiezza: allargare la struttura difensiva avversaria.
- Profondità: attaccare lo spazio tra le linee e alle spalle
della linea difensiva.
- Smarcamento: non cercare esclusivamente il pallone, ma
ricercare lo spazio libero.
- Scansione: osservare spazio, compagni e avversari prima
della ricezione.
- Ricezione orientata: ricevere già predisposti alla giocata
successiva.
- 1c1: riconoscere quando esiste una situazione favorevole
per attaccare il difensore.
- Verticalità: dopo il superamento dell’avversario,
ricercare rapidamente la profondità.
- Finalizzazione: concludere l’azione quando si apre una
finestra utile per il tiro.
Principio guida
«Non muoversi per ricevere il pallone, ma muoversi per
creare e attaccare uno spazio.»
FASE 1 – GIOCAZIONE MADRE DI PARTENZA
PRE-TEST
6vs6 + 2 Portieri
Campo: 50 x 40 m
Porte: regolamentari
Durata: 18’
- 8’ gioco
- 2’ recupero
- 8’ gioco
Partita libera.
L’allenatore non corregge e non interrompe il gioco.
L’obiettivo è osservare le condotte spontanee dei giocatori
nelle condizioni che ricordano il problema emerso in gara.
Cosa osservare
Indicatore
Smarcamenti in avanti/tra le linee|
Ricezioni orientate|
1c1 tentati|
1c1 vinti|
Tiri effettuati|
Tiri nello specchio|
Azioni concluse in area|
Domanda dell’allenatore
Nessuna domanda durante il gioco.
Questa fase serve esclusivamente a fotografare il
comportamento iniziale.
FASE 2 – GIOCAZIONE MIRATA 1
6vs6 + 7 MINIPORTE
Obiettivo
SMARCAMENTO – PERCEZIONE DELLO SPAZIO – RICEZIONE
ORIENTATA – 1c1
Campo
Stesso spazio della giocazione madre:
50 x 40 m
Vengono eliminate le porte regolamentari e inserite 7
miniporte, distribuite in maniera asimmetrica:
- 2 sulla trequarti sinistra;
- 2 nella zona centrale;
- 2 sulla trequarti destra;
- 1 nella zona centrale bassa.
La disposizione delle miniporte viene modificata ad ogni
blocco.
Squadre
6 Rossi vs 6 Gialli.
Regola principale
Si realizza un gol attraversando una delle 7 miniporte.
Il gol è valido solo se il giocatore che riceve il pallone
prima della conclusione è smarcato in modo orientato.
Ricezione spalle alla porta / senza possibilità di giocata
in avanti: gol non valido.
Ricorsività dei tre blocchi
BLOCCO 1 – ESPLORAZIONE
6’
Gioco libero con le 7 miniporte.
Obiettivo implicito:
«percepire dove si trova lo spazio libero.»
L’allenatore osserva senza interrompere.
BLOCCO 2 – ORIENTAMENTO
6’
Si mantiene la regola della ricezione orientata.
L’attenzione viene posta sulla:
- scansione prima della ricezione;
- posizione del difensore;
- posizione delle miniporte;
- scelta dello spazio libero.
Domanda dell’allenatore:
«“Prima di ricevere, hai guardato dove potevi andare?”»
BLOCCO 3 – CORAGGIO NELL’1c1
6’
Si introduce un incentivo:
«Gol doppio se la realizzazione arriva dopo il superamento
dell’avversario in 1c1.»
L’obiettivo è favorire il riconoscimento della situazione
favorevole e il coraggio di attaccare il difensore.
Recupero
2’ tra i blocchi.
La presenza di 7 porte modifica radicalmente il
comportamento difensivo.
La difesa non può limitarsi a proteggere un’unica porta e
mantenere una struttura stretta.
Deve:
- allargarsi;
- orientarsi continuamente;
- scegliere quale porta proteggere;
- lasciare inevitabilmente altri spazi.
Il giocatore offensivo viene quindi stimolato a:
osservare → riconoscere lo spazio → smarcarsi → ricevere
orientato → attaccare.
Domande guida
«“Dove ti smarchi se il tuo compagno ha palla?”»
«“Vicino al pallone o nello spazio libero?”»
«“Prima di ricevere, dove hai guardato?”»
«“Se il difensore è in equilibrio, puoi attaccarlo?”»
FASE 3 – GIOCAZIONE MIRATA 2
4vs4 + MARCATURA INDIVIDUALE + 4 JOLLY IN PROFONDITÀ + 2
PORTIERI
Obiettivo
1c1 → PROFONDITÀ → FINALIZZAZIONE
Questa fase risponde direttamente al terzo problema emerso
in gara:
«possesso sterile ai 20 metri e scarsa ricerca della
conclusione.»
Struttura
Campo: circa 30 x 25 m, dalla metà campo fino all’area.
Sono presenti:
- 2 porte regolamentari con portiere;
- 4 Jolly gialli in profondità, 2 per lato;
- 4 Blu dentro il campo;
- 4 Rossi dentro il campo;
REGOLA FONDAMENTALE: MARCATURA OBBLIGATORIA
All’interno del campo si gioca 4vs4 a uomo.
Ogni giocatore ha il proprio avversario.
Non è consentito cambiare marcatura.
Se si perde il proprio uomo, si concede una situazione di
vantaggio all’avversario.
Obiettivo
Creare una situazione nella quale il giocatore debba:
perdere il proprio uomo → ricevere → attaccare il duello →
superarlo → conquistare profondità → concludere.
REGOLA DEI JOLLY
I 4 Jolly in profondità giocano sempre con la squadra in
possesso.
Non possono essere utilizzati liberamente.
Il Jolly può essere coinvolto solo dopo che il possessore ha
superato il proprio avversario in 1c1.
La sequenza ricercata è:
SMARCAMENTO
↓
RICEZIONE
↓
1c1
↓
SUPERAMENTO DELL’UOMO
↓
JOLLY IN PROFONDITÀ
↓
RICEZIONE
↓
TIRO
Regola di finalizzazione
Non è possibile realizzare un gol senza aver utilizzato un
Jolly in profondità.
Definizione di 1c1 vinto
Il duello è considerato vinto quando il possessore:
- supera il proprio difensore con conduzione/finta;
- crea una linea di passaggio libera verso la profondità;
- conquista un vantaggio spaziale evidente.
RICORSIVITÀ DEI TRE BLOCCHI
BLOCCO 1 – RICONOSCERE
6’
Obiettivo:
«riconoscere quando esiste la possibilità di attaccare il
proprio uomo.»
La priorità è la condotta individuale.
BLOCCO 2 – SUPERARE E ACCELERARE
6’
Dopo aver superato il difensore:
«utilizzare rapidamente il Jolly in profondità.»
Dopo la ricezione della sponda:
massimo 2 tocchi per concludere.
Si ricerca quindi:
superamento → verticalizzazione → finalizzazione.
BLOCCO 3 – FINALIZZARE
6’
Si mantiene la struttura.
Punteggio
- Gol normale = 1 punto
- Gol di piede debole = 2 punti
Si incentiva la qualità della finalizzazione senza
trasformare il tiro in un gesto isolato.
Recupero
1’ tra i blocchi.
I Jolly vengono cambiati ad ogni blocco.
DOMANDE GUIDA
«“Hai riconosciuto il momento per attaccare il tuo uomo?”»
«“Cosa ti ha fatto capire che potevi puntarlo?”»
«“Dopo averlo superato, dove puoi creare vantaggio?”»
«“Quando hai conquistato profondità, perché non dobbiamo
rallentare?”»
FASE 4 – RITORNO ALLA GIOCAZIONE MADRE
POST-TEST
6vs6 + 2 Portieri
Campo: 50 x 40 m
Porte: regolamentari
Durata: 20’
Stesse condizioni della Fase 1.
Regola fondamentale
Nessuna nuova indicazione.
Non si introducono nuovi vincoli.
Non si interrompe il gioco per correggere.
L’allenatore osserva e registra.
Questa è la vera verifica dell’UDA:
« Le condotte sollecitate nelle situazioni vincolate
ricompaiono spontaneamente nella situazione di gioco reale?»
VERIFICA PRE-TEST / POST-TEST
Si confrontano gli stessi indicatori rilevati nella Fase 1.
Indicatore| PRE| POST| Variazione
Smarcamenti in avanti/tra le linee| | |
Ricezioni orientate| | |
1c1 tentati| | |
1c1 vinti| | |
Tiri| | |
Tiri nello specchio| | |
Azioni concluse in area| | |
Indicatori qualitativi
SMARCAMENTO
Prima: prevalenza dello smarcamento incontro.
Dopo: maggiore ricerca dello spazio libero, tra le linee e
in profondità.
RICEZIONE
Prima: ricezioni che rallentano il gioco.
Dopo: ricezione orientata verso la giocata successiva.
1c1
Prima: tendenza a evitarlo
Dopo: riconoscimento e attacco delle situazioni favorevoli.
FINALIZZAZIONE
Prima: possesso sterile ai 20 metri.
Dopo: maggiore capacità di entrare nell’area e concludere.
TRAGUARDI ATTESI
Il giocatore è in grado di:
- ricevere con il piede lontano;
- orientare il primo controllo;
- utilizzare finta e cambio di ritmo;
- superare l’avversario nell’1c1;
- effettuare una conclusione dopo una giocata in profondità;
- concludere anche con il piede debole.
- riconoscere lo spazio libero prima di ricevere;
- effettuare una scansione prima della ricezione;
- smarcarsi non esclusivamente incontro al pallone;
- attaccare lo spazio tra due avversari;
- riconoscere il momento favorevole per l’1c1;
- distinguere una situazione favorevole da una situazione
nella quale è preferibile conservare il possesso;
- accelerare dopo aver superato l’avversario.
Sotto il profilo collettivo, la squadra è in grado di:
- creare ampiezza per generare spazi interni;
- occupare contemporaneamente ampiezza e profondità;
- creare linee di passaggio in avanti;
- sfruttare il superamento della prima linea difensiva;
- trasformare il vantaggio individuale in vantaggio
collettivo;
- arrivare più frequentemente alla conclusione.
1.
Traguardo percettivo-cognitivo
Il giocatore è in grado di:
PERCEPIRE → DECIDERE → AGIRE
Riconoscendo:
- posizione del compagno;
- posizione dell’avversario;
- spazio libero;
- porta libera;
- momento favorevole per ricevere;
- momento favorevole per puntare l’uomo;
- momento opportuno per verticalizzare e concludere.
2.
Traguardo fisico nel gioco
L’UDA produce un carico fisico integrato con quello
tecnico-tattico.
Fase 2 – 7 miniporte
Sollecita:
- accelerazioni e decelerazioni;
- cambi di direzione;
- spostamenti laterali;
- ripetizione di azioni ad alta intensità;
- capacità di mantenere attenzione e qualità tecnica durante
il movimento.
Fase 3 – marcatura individuale
Sollecita:
- accelerazioni brevi;
- frenate e ripartenze;
- cambi di direzione;
- forza rapida nei duelli;
- ripetizione di sprint brevi;
- mantenimento della qualità tecnica sotto affaticamento
cognitivo e fisico.
CRITERI DI SUCCESSO DELL’UDA
L’UDA può essere considerata efficace quando, nella
giocazione madre finale, si osserva rispetto al PRE-TEST:
Smarcamento
Aumento degli smarcamenti orientati in avanti, tra le linee
e in profondità.
Ricezione
Aumento delle ricezioni orientate e delle ricezioni che
permettono una giocata in avanti.
1c1
Aumento degli 1c1 tentati nelle situazioni favorevoli e
della percentuale di duelli vinti.
Maggiore capacità di trasformare il superamento
dell’avversario in una giocata verticale.
Finalizzazione
Aumento delle conclusioni, soprattutto delle conclusioni
generate da un’azione di penetrazione.
Condotte collettive
Riduzione del possesso sterile nella zona dei 20 metri.
FEEDBACK DELL’ALLENATORE
Il feedback non è prescrittivo.
È preferibile utilizzare domande che obblighino il giocatore
a leggere la situazione:
- “Dove hai visto lo spazio?”
- “Cosa hai visto prima di ricevere?”
- “Perché hai scelto di venire incontro?”
- “Cosa ti ha fatto capire che potevi puntare l’uomo?”
- “Dopo aver superato il difensore, dove era il vantaggio?”
- “Quando hai avuto la possibilità di tirare?”
L’obiettivo è sviluppare un giocatore che risolve
autonomamente la situazione, non un giocatore che esegue una soluzione
suggerita dall’allenatore.
STRUTTURA TEMPORALE COMPLESSIVA
Fase| Gioco| Durata
1| 6v6 + 2P – PRE-TEST| 18’
2| 6v6 + 7 miniporte| 18’
3| 4v4 + 4 Jolly + 2P| 18’
4| 6v6 + 2P – POST-TEST| 20’
Totale| | 74’
SINTESI DELLA LOGICA DELL’UDA
PROBLEMA DI GARA
Possesso sterile contro blocco basso
↓
PRE-TEST
Come agiscono spontaneamente?
↓
FASE 2
Creo più spazi e costringo a riconoscerli
7 miniporte → scansione → smarcamento → ricezione orientata
↓
FASE 3
Induco a trasformare il vantaggio individuale in vantaggio
offensivo
1c1 → superamento → profondità → tiro
↓
POST-TEST
Torno al gioco reale e verifico se le condotte sono cambiate
↓
RISULTATO ATTESO
«Il giocatore non cerca semplicemente il pallone: cerca lo
spazio.
Non evita l’uomo: riconosce quando attaccarlo.
Non mantiene il possesso fine a sé stesso: trasforma il
vantaggio in una conclusione.»
Qualora dovesse persistere ancora qualche criticità
INTERVENTO ANALITICO DOPO IL GIOCO E PER IL GIOCO
Al termine della seconda giocazione madre, l’allenatore non
considera concluso il processo di apprendimento, ma torna ad analizzare ciò che
è accaduto nel gioco. Il confronto con la prima giocazione permette di
verificare se i comportamenti ricercati nelle fasi precedenti siano
effettivamente comparsi in una situazione libera e, soprattutto, se siano stati
utilizzati in modo efficace.
È possibile, infatti, che il giocatore abbia manifestato un
miglioramento nei comportamenti intermedi senza che questo abbia ancora
prodotto l’esito finale ricercato. Per questo motivo, qualora dalla seconda
giocazione emerga una criticità residua, l’allenatore può prevedere un breve
intervento analitico specifico, costruito non a priori, ma come risposta
diretta a ciò che il gioco ha evidenziato.
Esempio: persistenza della difficoltà nella finalizzazione
Ipotizziamo che, nella giocazione finale, si osservi un
miglioramento dello smarcamento e una maggiore disponibilità ad affrontare
l’1c1. I giocatori riescono quindi più frequentemente a creare un vantaggio e
ad arrivare in una posizione favorevole, ma l’azione continua a non terminare con
una conclusione efficace.
Si osservano, ad esempio, situazioni nelle quali il
giocatore, dopo essere entrato in area o dopo aver ricevuto un pallone in una
posizione favorevole, ritarda il tiro, effettua un controllo in più, cerca un
ulteriore passaggio oppure conclude senza la necessaria qualità tecnica.
In questo caso il problema iniziale non è stato
completamente risolto: il possesso non è più sterile nella costruzione
dell’azione, ma rimane una difficoltà nel trasformare il vantaggio creato in
una conclusione.
L’intervento dell’allenatore non dovrebbe quindi consistere
in una generica esercitazione sul tiro. Sarebbe infatti poco coerente isolare
il gesto tecnico dal comportamento che lo ha preceduto. L’obiettivo deve essere
quello di consolidare il collegamento tra la conquista del vantaggio e la sua
immediata trasformazione in una conclusione.
Si propone pertanto una breve situazione analitica nella
quale il giocatore riceve dopo aver creato una separazione dal proprio
avversario e deve concludere in tempi brevi. La proposta può prevedere, ad
esempio, una situazione di ricezione orientata, un passaggio in profondità o
una sponda e, successivamente, la conclusione in porta con la presenza di un
difensore in recupero.
Il vincolo temporale o il numero limitato di tocchi non
viene introdotto per allenare semplicemente la velocità del tiro, ma per
riprodurre il problema decisionale osservato nella giocazione: il giocatore
deve riconoscere che, una volta creato il vantaggio, non è più necessario
cercare una nuova soluzione, ma è il momento di finalizzare.
Il focus dell’allenatore sarà quindi rivolto a pochi
elementi essenziali:
- riconoscere rapidamente la possibilità di tiro;
- orientare il primo controllo in funzione della
conclusione;
- ridurre i tocchi non necessari;
- scegliere rapidamente superficie e piede di calcio;
- mantenere qualità tecnica anche sotto pressione;
- concludere prima che il difensore possa recuperare.
L’intervento avrà una durata limitata, indicativamente 6-8
minuti, e sarà caratterizzato da un’elevata frequenza di ripetizioni. Il suo
scopo non è sostituire il gioco, ma rafforzare il comportamento che nella
situazione reale è risultato ancora fragile.
Successivamente si ritorna brevemente alla giocazione.
Questo passaggio è fondamentale perché permette di verificare se il
comportamento appena consolidato viene nuovamente utilizzato in un contesto
aperto, nel quale il giocatore deve percepire autonomamente quando e come
concludere.
La logica dell’intervento diventa quindi:
gioco → osservazione → individuazione della criticità →
intervento analitico mirato → ritorno al gioco → verifica del trasferimento.
In questa prospettiva, l’analitico assume una funzione
diversa rispetto a una semplice esercitazione tecnica. Non viene inserito
perché “manca il tiro” e quindi bisogna tirare di più, ma perché l’osservazione
del gioco ha evidenziato una difficoltà specifica nel trasformare un vantaggio
creato in una conclusione.
È proprio questo che rende l’intervento coerente con
l’intera UDA: il gioco rimane il riferimento principale, mentre l’analitico
diventa uno strumento temporaneo per intervenire sull’anello della catena che
non è ancora sufficientemente consolidato.
La finalità ultima rimane infatti quella di riportare il dettaglio
all’interno della situazione reale:
«non imparare a tirare meglio nell’esercizio, ma riconoscere
nel gioco il momento in cui bisogna tirare e riuscire a farlo con efficacia.»
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