Dall' allenatore al Giocologo: una nuova figura professionale
Quando l’apprendimento non è più considerato una semplice trasmissione di informazioni, il professionista dello sport non può essere soltanto un istruttore.
Nasce così la figura del Giocologo.
Il Giocologo non ha il compito principale di insegnare risposte corrette, ma di progettare contesti nei quali possano emergere soluzioni efficaci.
Il suo lavoro consiste nel:
osservare il comportamento del giocatore;
interpretare le dinamiche dell’esperienza;
costruire ambienti ricchi di possibilità;
modificare vincoli e condizioni del gioco;
facilitare processi di apprendimento autonomi.
Il Giocologo non forma esecutori.
La Giocologia come linguaggio del paradigma fenomenologico-enattivo
La nascita della Giocologia non rappresenta quindi una semplice sostituzione terminologica.
Cambiare parole non significa modificare superficialmente il linguaggio.
Significa riconoscere che ogni parola contiene una teoria implicita dell’uomo e dell’apprendimento.
Chiamare un atleta “esecutore” oppure “Giocat(t)ore” non produce lo stesso modo di progettare l’allenamento.
Definire una pratica “esercizio” oppure “Giocazione” non orienta lo stesso tipo di esperienza.
Considerare un professionista “istruttore” oppure “Giocologo” non genera la stessa idea educativa.
Il linguaggio costruisce la realtà che siamo in grado di vedere.
La Giocologia nasce quindi come conseguenza naturale di un cambiamento già avvenuto nelle scienze cognitive e motorie: il passaggio da una visione del movimento come esecuzione di programmi interni a una visione del movimento come costruzione continua di significato nella relazione tra individuo e ambiente.
Favorisce lo sviluppo di soggetti capaci di comprendere e abitare il gioco.
Questa prospettiva è coerente con gli sviluppi della pedagogia non lineare, dell’ecological dynamics e del Constraints-Led Approach, nei quali l’allenamento viene concepito come progettazione di ambienti rappresentativi capaci di stimolare adattamento e creatività.
Conclusione
La storia dell’apprendimento motorio mostra una progressiva trasformazione dello sguardo.
Dal gesto al processo.
Dalla tecnica all’esperienza.
Dalla ripetizione all’adattamento.
Dall’esecutore al soggetto agente.
La Giocologia rappresenta il tentativo di dare un nome coerente a questa trasformazione.
Non nasce perché abbiamo bisogno di parole nuove, ma perché le vecchie parole non riescono più completamente a descrivere ciò che abbiamo imparato a vedere.
Quando cambia lo sguardo, cambiano le parole.
E quando cambiano le parole, cambia anche il modo in cui progettiamo l’apprendimento, il gioco e lo sviluppo umano.
La Giocologia è quindi il linguaggio di un nuovo paradigma: il linguaggio del giocare umano come esperienza incarnata, situata e generatrice di possibilità.
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