MANIFESTO DELLA GIOCOLOGIA

IL GIOCATORE È IL PUNTO DI PARTENZA.

LA GIOCAZIONE È LA STRADA.

IL GIOCO È LA META.

TUTTO PARTE DAL GIOCATORE.

TUTTO ARRIVA AL GIOCO.

TUTTO RITORNA AL GIOCATORE.


MANIFESTO DELLA GIOCOLOGIA BENE COMUNE

Premessa

La Giocologia non nasce per essere posseduta.

Non è un marchio.

Non è un metodo certificato.

Non è un protocollo commerciale.

Non è una proprietà privata.


La Giocologia è un campo di ricerca, di riflessione e di pratica che appartiene a tutti coloro che desiderano interrogare il fenomeno del gioco e lasciarsi interrogare da esso.


Essa si fonda sull'idea che il sapere non sia qualcosa da trasmettere dall'alto verso il basso, ma qualcosa che emerge dall'incontro tra persone, esperienze, domande e pratiche.


La Giocologia aspira a diventare un bene comune.


Un patrimonio culturale aperto, condiviso e generativo.


Primo principio


La Giocologia emerge dai giocologi


Uno dei principi fondamentali della Giocologia afferma che il gioco non esiste indipendentemente dai giocatori.


Il gioco emerge dall'interazione tra coloro che giocano, dalle loro intenzioni, dalle loro percezioni, dalle loro decisioni, dalle loro relazioni e dalle continue trasformazioni del contesto.


Il gioco non è una struttura preesistente che i giocatori devono semplicemente eseguire.


È una realtà che prende forma attraverso la loro partecipazione.


Allo stesso modo, la Giocologia non può esistere indipendentemente dai giocologi.


Non può essere definita una volta per tutte da un autore, da una scuola di pensiero o da un gruppo ristretto di esperti.


Così come il gioco emerge dai giocatori, la Giocologia deve emergere dai giocologi.


Deve prendere forma attraverso il dialogo tra coloro che la studiano, la praticano, la criticano, la trasformano e la reinventano.


Ogni giocologo è chiamato non soltanto ad apprendere la Giocologia, ma a partecipare alla sua continua costruzione.


La Giocologia non è un edificio concluso.


È un processo in divenire.


Una ricerca permanente.


Una pratica collettiva di produzione di conoscenza.


Secondo principio


Nessuno possiede la Giocologia


Le idee crescono quando vengono condivise.


La conoscenza si sviluppa quando circola.


Per questo motivo nessuno può rivendicare il possesso esclusivo della Giocologia.


Ogni contributo rappresenta un tassello importante della sua evoluzione, ma nessun contributo può coincidere con la sua totalità.


La Giocologia è più grande dei singoli individui che vi partecipano.


Essa vive nello spazio relazionale che si crea tra le persone.


Terzo principio


Il confronto come condizione generativa


Le idee non si sviluppano nell'isolamento.


Hanno bisogno di confronto.


Di critica.


Di pluralità di prospettive.


La Giocologia riconosce il dissenso come una risorsa e non come una minaccia.


Le differenze di vedute rappresentano occasioni di crescita e approfondimento.


Ogni confronto autentico amplia le possibilità di comprensione del fenomeno gioco.


Quarto principio


Costruire luoghi di emergenza del pensiero


Se la Giocologia deve emergere dai giocologi, occorrono contesti nei quali questa emergenza possa avvenire.


È necessario creare:


- comunità di ricerca;

- forum permanenti di discussione;

- laboratori di pratica;

- gruppi di studio;

- osservatori sul gioco;

- spazi di confronto interdisciplinare.


Non luoghi dedicati alla ripetizione di idee già consolidate.


Ma ambienti nei quali nuove idee possano nascere.


La Giocologia non cresce attraverso la conservazione del pensiero.


Cresce attraverso la sua continua generazione.


Quinto principio


Reti generative e intelligenza distribuita


La Giocologia riconosce il valore dell'intelligenza distribuita.


Nessuno vede tutto.


Nessuno comprende tutto.


Ognuno osserva il fenomeno da una prospettiva particolare.


La comprensione più profonda emerge dall'incontro delle diverse prospettive.


Per questo motivo la Giocologia promuove reti generative di persone, gruppi e comunità.


Reti aperte, collaborative e non gerarchiche.


Reti nelle quali il sapere possa circolare liberamente e trasformarsi continuamente.


Sesto principio


Custodire l'incompiutezza


La Giocologia rifiuta l'illusione delle verità definitive.


Ogni conoscenza è provvisoria.


Ogni teoria è perfettibile.


Ogni concetto può essere riformulato.


L'incompiutezza non rappresenta una debolezza.


È la condizione stessa della vitalità.


Una Giocologia conclusa sarebbe una Giocologia morta.


Una Giocologia viva rimane aperta alle possibilità del futuro.


Visione


Immaginiamo una comunità internazionale di giocologi.


Persone unite non dall'adesione a una dottrina, ma dalla condivisione di una ricerca.


Una comunità capace di pensare insieme.


Di osservare insieme.


Di discutere insieme.


Di costruire insieme nuove comprensioni del gioco e dell'essere umano attraverso il gioco.


Una comunità nella quale il sapere non venga accumulato ma generato.


Nella quale nessuno sia proprietario della verità e tutti siano responsabili della sua ricerca.


Perché la Giocologia, come il gioco, vive soltanto quando qualcuno la pratica.


E così come il gioco emerge dai giocatori, la Giocologia continuerà a emergere dai giocologi.

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