Non “prendere informazioni”, ma enattivare significati
“La differenza tra i giocatori è la capacità di acquisire informazioni.
In Premier League i buoni giocatori raccolgono circa 4–6
informazioni nei 10 secondi precedenti a ricevere la palla, mentre i giocatori
molto bravi ne raccolgono 8–10.
È quindi importante sviluppare esercitazioni che aiutino ad
aumentare questa capacità di raccogliere informazioni. “
Arsene Wenger
Letta in prospettiva fenomenologico-enattiva, questa
affermazione è estremamente potente, ma può essere ulteriormente approfondita.
Non “prendere
informazioni”, ma enattivare significati
Nel paradigma classico cognitivista, il giocatore “prende
informazioni” come se il mondo fosse già strutturato e lui dovesse
semplicemente leggerlo.
Nell’approccio enattivo, invece:
L’informazione non è un dato oggettivo da raccogliere
È qualcosa che emerge nella relazione dinamica tra giocatore
e contesto
È il risultato di un accoppiamento strutturale tra
percezione, azione e intenzionalità
Il giocatore non “vede” semplicemente 8–10 informazioni.
Egli costruisce senso situato attraverso il suo essere
immerso nel gioco.
La scansione come atto corporeo-intenzionale
Quando un giocatore guarda prima di ricevere palla:
non sta solo orientando lo sguardo,
sta orientando la propria corporeità nel tempo e nello
spazio del gioco,
sta anticipando possibilità,
sta modulando la propria disponibilità all’azione.
La differenza tra 4 informazioni e 10 informazioni non è
solo quantitativa, ma qualitativa:
È differenza di sensibilità alle affordance
È differenza di capacità anticipatoria
È differenza di temporalità incarnata
Il grande giocatore non raccoglie più dati:
vive il gioco con maggiore profondità percettivo-motoria. Implicazioni
metodologiche enattive
Wenger dice: “sviluppare esercizi per aumentare questa
capacità”.
In chiave enattiva, questo significa:
Non allenare la scansione in modo isolato e
decontestualizzato.
Non fare esercizi meccanici di “guarda prima di ricevere”.
Creare situazioni autentiche ad alta densità informativa.
Generare contesti dove la lettura del gioco sia necessaria,
non imposta.
L’apprendimento non avviene tramite prescrizione, ma
tramite:
immersione situata,
ricorsività,
pressione temporale reale,
transizioni non lineari della disponibilità della palla.
Dal numero di informazioni alla qualità della presenza
In definitiva, la frase di Wenger può essere riletta così:
La differenza tra i giocatori non è quanto vedono,
ma quanto profondamente sono presenti nel gioco.
Nel quadro fenomenologico-enattivo:
Il gioco emerge dal giocatore.
Il giocatore emerge nel gioco.
L’informazione emerge dall’azione.
Non si tratta di accumulare dati, ma di abitare il campo
come spazio di senso.
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